venerdì 12 novembre 2021

Paesaggi e racconti capranichesi. Il bosco dell’Acquaforte.

di Paolo B. Nocchi

Parte 1: Il misterioso passaggio della Chiesa del Cerreto

L’Acquaforte è un luogo speciale di Capranica, appena sotto i giardini pubblici della “Quercia”, che prende il nome dalla presenza della sorgente di acqua ferruginosa. Questo “suggestivo angolo di pace”, oggi in fase di recupero, è parte del Monumento naturale dei “Valloni della via Francigena” tra i più suggestivi della Via Cassia, qui caratterizzati, oltre che dalla fonte, dall’attraversamento dalla via Francigena e dal lussureggiante “bosco di Marcò” (Marcone) che costeggia a sud il paese lungo la forra del “ Fosso di Valle Santa”. E’ parte della memoria collettiva per essere stato il teatro naturale, fuori Porta, riservato a tanti giochi e battaglie, suggestive avventure e racconti di generazioni di bambini e ragazzi.

Tralasciando l’area della fonte, di cui parleremo nella seconda parte, ci interessa rappresentare, in particolare, la rivisitazione di quella via che univa l’Acquaforte alla strada della Stazione che passa per la Chiesetta barocca della Madonna del Cerreto, con il contributo di quanti ne hanno condiviso storia, racconti e foto.

Il suo tracciato è segnato in una vecchia mappa catastale con il nome di “Strada vicinale dell’Acqua Minerale”, che dal basso conduce al pianoro sopra “Vallesanti” verso la Stazione ferroviaria che nella medesima mappa riporta il toponimo di “Cerreto”, forse riferito al lembo di bosco in continuità con Marcò o dovuto alla presenza di esemplari di Cerro, un tipo di quercia (Quercus cerris), tipico dei boschi e territori capranichesi come i due esemplari denominati comunemente “le Querce d’Orlando” in prossimità delle cosiddette Torri d’Orlando i due monumenti funerari romani risalenti all’epoca repubblicana. (1)

Lasciata la fonte si sale verso la chiesetta circondata da una lussureggiante vegetazione. Nei pressi si trova una grande grotta ricavata in una cava di pozzolana (‘u grottò ‘i l’Acquaforte”), che “desta una sensazione di mistero e di ignoto”, la cui esplorazione costituiva una delle prove di coraggio infantili. Passando a destra della chiesa ci si immerge in una intrigata forra lussureggiante che risale verso la luce della strada. Si tratta di una tagliata nel tufo lungo il letto di scolo torrentizio di acque piovane che scendono verso il sottostante fosso di “Valle Santa”. Una volta il passaggio veniva manutenuto ma il suo abbandono consente alla natura di ripristinare il suo ’habitat, quello della forra priva di sole, umidità quasi costante e piante specializzate a tale microclima. Lungo le pareti di tufo restano testimonianze di frequentazioni ed escavazioni: grotte e piccole edicole.
La costruzione della Chiesa risale ai primi del ‘700 e fu aperta al culto nel 1719.

La sua costruzione sembra motivata dalla vittoria di Vienna delle armate cristiane su quelle dei Turchi il 13 settembre 1683. La Battaglia di Vienna ebbe un profondo significato religioso per la cristianità dell'Europa. Papa Innocenzo XI, per ringraziare Maria Santissima della vittoria, proclamò la festa del Santissimo Nome di Maria il 12 settembre (domenica dopo la Natività di Maria)
Sulla scia dell'entusiasmo popolare suscitato in tutta l'Europa dall'avvenimento di Vienna, anche Capranica, come molte città e paesi hanno voluto consacrare tale fatto con l'innalzamento di una chiesa… affidata alla confraternita di Maria SS.ma di Cerreto, detta così dalla località in cui sorge.(2)

Incastonata nel verde del bosco, dal punto di vista paesaggistico il luogo scelto è quanto mai suggestivo e pieno di fascino ma da quello ambientale invece la scelta non è stata troppo felice. Per trovare spazio fu addossata a una smussatura della parete di tufo come narrato in una visita apostolica del 1 ottobre 1773: “… in onore della Beatissima Maria Vergine nell'anno 1719, dopo aver tagliato il monte fu costruita la chiesa abbastanza elegante(2).

Il bosco circostante determina la formazione di uno stato di umidità che da sempre ha procurato il degrado esterno ed interno della chiesa con gravi problemi per la sua manutenzione come si apprende già dalla suddetta visita pastorale del 1773 : “l'Eminenza Sua comandò di restaurare quanto prima il tetto sotto la cappella di S. Michele Arcangelo e inoltre con un muratore darsi da fare per togliere l'acqua piovana affinché in seguito non danneggi più la volta; tutte queste cose ordinò di fare entro un mese e per queste e per le altre l'amministratore deve renderne conto ed è soggetto alla pena di scudi 2.(2)

Dopo un lungo periodo di abbandono, a metà degli anni ‘ 90 La chiesa è stato oggetto di un restauro da parte della Soprintendenza, ma in seguito l’umidità, l’incuria e la scarsa frequentazione hanno riproposto i problemi di manutenzione e di vandalismo.

Lasciata incustodita e vandalizzata da scritte, la chiesetta ha visto nel 2018 l’intervento misericordioso e provvisionale di un gruppo di meritevoli cittadini capranichesi come ricordato nel post FB del 21 settembre 2020:
“C'è una manciata di persone che a loro spese e con il proprio tempo l'hanno messa a riparo dal vandalismo che oggi fa da padrone a 360°. Hanno pitturato tutto il perimetro esterno, dove vi erano stati fatti disegni e scritte a dir poco oscene e messo una inferriata sul portone per evitare intrusioni.(3)
L’auspicio è che l’attuale attività comunale di recupero del Parco dell’Acquaforte comprenda anche l’ambiente di questo gioiellino architettonico e paesaggistico memoria della cristianità Europea. 

1 - Cartolina del 1942. In basso l’ edificio della fonte più volte rimaneggiato con due distinte sorgenti : a sinistra nella grotticella quella ferruginosa e frizzante a destra esterna quella che usciva da un cannello di ferro che gettava un filo di acqua liscia ma freschissima chiamata “acqua carbonà” che proveniva “per misteriosi percorsi sotterranei” dalla Madonna del Cerreto. Intorno alcuni ragazzi abituali frequentatori.

 2 - La Via della Mattonara che scende verso la valletta dell’Acquaforte. Di fronte il verdeggiante “Monte Cucco” con al centro la Chiesa della Madonna del Cerreto che spunta tra le chiome degli alberi, con il campanile, il frontone e la lanterna della cupoletta

3 - Veduta del bellissimo bosco di Marcò. Sulla destra la limpida chiesetta barocca


4 - La salita della vecchia “Strada dell’Acqua Minerale”. La chiesa è collocata in una zona molto umida in quanto a ridosso di una grande parete tufacea


5 - Cartolina con lo storico campetto di calcio dell’Acquaforte. Sullo sfondo la chiesetta “circondata da un’aria di mistero”


6 - Particolare della mappa catastale del Nuovo Catasto novecentesco. La zona retinata in verde evidenzia la strada vicinale dell’Acqua Minerale
 
7 - “La limpida facciata barocca si staglia precisa sullo sfondo verde cupo del bosco. Sembra un’apparizione confortante e inquietante allo stesso tempo. Alte rupi verdeggianti la circondano da tre lati, lasciando scoperto il paese. Un’aria di mistero circonda questa dolce chiesetta solitaria, forse perché un gioiello così raffinato sembra essere fuori posto in un ambiente aspro, selvaggio e lontano dalla convivenza umana.” (4)
 
8 - Il tempietto a croce greca è un gioiello di mirabili proporzioni. (Foto di Mauro Innamorati)
La sua cupola ottagonale a volta ribassata, che spunta appena dal timpano della facciata, è sormontata da una piccola lanterna. Notevole è l’eleganza del campaniletto a vela “con un archetto, campana e occhio di bue sopra. Tutto il corpo del campaniletto termina con un piccolo timpano che spunta da una base piana.”
(2)
 
9 - La scelta del luogo non è stata certamente felice; e se non ha avuto una particolare ragione per qualche fatto miracoloso o simile, non trova spiegazioni plausibili, … Il fatto però che nell'altare M. c'era prima una maiolica colorata raffigurante la Vergine Madre con il Bambino farebbe supporre che vi era già onorata la Madonna e che vi sia accaduto qualche fatto, almeno fuori dell'ordinario. Solamente così sarebbe giustificata la scelta di un luogo per tanti aspetti non adatto. (2)
 
10 - Interno della chiesa con l’altare centrale e la cupola con la piccola lanterna, foto di Edoardo Montaina 1991 (5) “L'interno è ad unica navata, ma con pianta a croce greca e cupola ribassata centrale e con stucchi vari. Nel braccio di fondo, addossato alla parete vi è l'altare M. a timpano spezzato con colonne, entro le quali vi è la nicchia centrale che contiene l'effige della Madonna. L'altare ha la mensa a sarcofago con conchiglia e festoni; la nicchia centrale ha un riquadro a cornici di stucco, l'immagine della Madonna era in ceramica, che però è stata rubata, ed ora è stata rifatta; il pavimento è in cotto” (2)
 
11 - I due altari laterali, sinistro e destro con le pale d’altare, ormai compromesse dall’umidità, di cui una rappresenta S. Michele Arcangelo, 1991 (5)
“L'altare laterale che sta nel braccio sinistro, ha il timpano spezzato con colonne a stucco, la mensa a sarcofago e tra le colonne c'è la pala d'altare rettangolare incorniciata in alto con medaglioni ovali a lato vuoti. L'altare laterale che sta nel braccio destro, ha il timpano spezzato con colonne di stucco e mensa a sarcofago e tra le colonne c'è la pala d'altare rettangolare incorniciata in alto da stucchi. La sagrestia è sul lato sinistro a fianco del pilone sinistro della cupola, la porta di legno è originale. Vi sono due nicchioni all'entrata e a sinistra vi è la cantoria.”
(2) L'arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana ed è rappresentato in forma di guerriero con la spada, comandante delle milizie celesti. In questa chiesa forse ha un riferimento con la battaglia contro l’esercito turco (2)
 
12 - Una vecchia foto della chiesetta nel paesaggio invernale del bosco prima del restauro.
In adiacenza sta la grotta di tufo e pozzolana (‘u grotto’) : “ Per raggiungerla, a quei tempi bisognava quasi arrampicarsi da dietro l’abside del bel tempietto barocco, e l’avventura si faceva sempre più densa di mistero…”
(4) 
 
13 - foto di Edoardo Montaina 1991 (5)
“Si raccontava infatti che la grossa forra fosse abitata dall’anime sante (fantasmi), e da mostri fantastici e che nelle notti di luna piena fosse addirittura frequentata da un lupo mannaro (‘u lupumenaro), che qui giungeva per bagnarsi dell’acqua delle vicine fonti nonché per godere del fresco della grotta e vincere, in questo modo, la calura che lo attanagliava e di cui era malato (‘lli si fa ‘u male, si diceva).“
(6) 
 
14 - foto di Edoardo Montaina 1991 (5)
“si trova davanti questo vuoto oscuro nella penombra del bosco. L’occhio si abitua lentamente a distinguere dai contoni verdi le rocce verdi del soffitto ineguale..Da quella minacciosa volta scendono esili e lunghissime forme vegetali simili a edera dalle foglie rare e inconsistenti. Una delle prove di coraggio infantili consisteva appunto nell’arrivare a toccare il fondo della grotta, senza mostrare di aver paura”
(4)
 
15 - Il passaggio sulla destra della chiesa
 
16 - Inizio della galleria vegetale con le edere cadenti
 
17 - Il sentiero e la rete di sicurezza
 
18 - Esemplari di felci
 
19 - Suggestiva immagine della forra attraversata da un raggio di sole.
In basso nella penombra le specie arbustive e striscianti, sopra le chiome degli alberi esposte alla luce
 
20 - I banchi tufacei con le specie arboree
 
21 - Escavazioni rupestri, segni del passaggio e azione dell’uomo
 
22 - Tratto finale illuminato, in primo piano radici contorte tra le crepe del tufo 
 
23 - L’inizio del passaggio che scende dalla strada per la Stazione con la romantica indicazione lignea per la chiesetta
 
24 - La mappa della Valle dell’Acquaforte con il tracciato della Via Francigena e del Cerreto

Riferimenti e citazioni:
(1) Fabio Ceccarini, Itinerari tra gli alberi di Capranica, 2014;

(2) Pacifico Chiricozzi, Le chiese di Capranica, 1983;

(3) Bruno Lanzalonga e Mauro innamorati in “TUTTI I CAPRANICHESI SU FACEBOOK..”, post del 21.9.2020;

(4) Antonio Sarnacchioli, “Vicinato addio”, 2013;

(5) Giuseppe Morera, foto di Edoardo Montaina, Capranica, 1991

(6) Fabio Ceccarini, Acqua ferruginosa (Acquaforte e ‘u grottò) – Capranica come la ricordo io. Lessico semiserio di un mondo che non c’è più, in Blog Hic et Nunc - Qui e adesso, 2021


Per citare questo articolo

NOCCHI, Paolo B., «Paesaggi e racconti capranichesi. Il bosco dell’Acquaforte. Parte 1: Il misterioso passaggio della Chiesa del Cerreto», Capranica Storica, 12/11/2021 - URL: https://www.capranicastorica.it/2021/11/paesaggi-e-racconti-capranichesi-il.html

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